Anche se in effetti, forse, oggi non sono io a delirare ma, tanto per cambiare, qualche giudice...
Mettere una mano sul posteriore di una donna non costituisce violenza sessuale, ma un'ingiuria. In questo senso si è espressa martedì la prima corte d'appello in un processo a carico di M.B., un uomo che, mentre si trovava a lavorare in un edificio di Milano, aveva allungato il braccio sul fondoschiena di una signora abitante in quel palazzo.
In primo grado l'imputato, accusato di violazione dell'art. 609 del codice penale (violenza sessuale), era stato condannato a 9 mesi di reclusione, ma aveva fatto impugnazione e martedì in aula ha concordato con il sostituto procuratore generale Gianfranco Montera la degradazione del reato contestato in quello di ingiurie con la condanna di primo grado sostituita da una multa di poche centinaia di euro. La corte ha accettato questa definizione e l'ha ufficializzata in sentenza.
(fonte: Il Corriere della Sera)
Questa sentenza, ovviamente, si inserisce in quel lungo elenco di sentenze similiche in passato avevano sancito minore colpevolezza nel reato di violenza sessuale se compiuto verso ragazze che indossavano jeans, oppure addirittura verso ragazze o donne non più vergini, arrivando quasi a stabilire che oltre una certa età la vittima avrebbe dovuto ringraziare il proprio aggressore.
Come tutte le sue simili, SPERO, questa sentenza sarà presto negata (in fondo almeno questa volta non era la Cassazione, ma "solo" un ricorso): il punto fondamentale e grave, però, è che questa sentenza, come tutte le sue predecenti compagne, è stata emessa.
Perché, puntualmente, nei rari casi in cui molestie e violenze non restano impunite, si trova qualche testa di ca$$o pronta a diminuire la gravità della colpa, e di conseguenza la punizione?
Per il funzionamento di qualsiasi sistema giuridico la certezza della pena è FONDAMENTALE. Se manca la certezza della pena, viene meno anche il deterrente a commettere reato. Se io so che parcheggiando in terza fila non prenderò mai una multa, non avrò ragioni per non parcheggiare in terza fila. Se io so che rubando da un supermercato non sarò mai individuato e punito, non avrò ragioni per pagare regolarmente alla cassa. Se io so che palpeggiando un bel culo, al massimo dovrò pagare una multa... beh... di certo non sarò incentivato a non palpeggiarlo. Anzi. Sapendo che al massimo si potrà offrire una multa, la vittima per prima non sarà neanche incentivata a denunciare la molestia subita... anche perché la denuncia la porrebbe, al contrario, in una situazione di rischio peggiore dell'attuale.
L'assenza di una certezza di pena è del resto da sempre la base fondamentale della malavita organizzata: la mafia e tutte le sue collegate possono attrarre nuove generazioni solo nella promessa dell'impunibilità... chi si metterebbe a fare il mafioso se fosse certo di finire per sempre dietro le sbarre al minimo atto criminale?
Quindi, mi ripeto... perché, puntualmente, nei rari casi in cui molestie e violenze non restano impunite, si trova qualche testa di ca$$o pronta a diminuire la gravità della colpa, e di conseguenza la punizione?
Perché si preferisce difendere i diritti del colpevole rispetto a quelli della vittima?
Perché Eva non può vivere la sua esistenza in santa pace?
P.S.
Nonostante la brevità del delirio odierno... ammetto che mi mancava il blog!

Spero anche di riuscire presto a fare un giro di recupero in tutti i vostri. Avrò un centinaio di post da leggere mi sà!





































































