mercoledì, 19 marzo 2008
So Long...
Salve a tutti,

so di essere stato lontano per molto tempo e di questo chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno sempre offerto fiducia e tempo, coloro che - forse - hanno vanamente atteso il mio ritorno fino ad oggi.

Se per gli ultimi mesi del 2007 la causa della mia assenza era da imputarsi, come già spiegato, al cambio di lavoro ed i vari sconvolgimenti subiti dalla mia vita nel medesimo, nei primi mesi del 2008 altre questioni, meno piacevoli, non mi hanno consentito di fare ugualmente ritorno.
Una serie di problemi e litigi con alcuni amici fra gli stessi che tempo fa mi avevano introdotto al mondo dei blog, mi hanno infatti reso ritroso a tornare in questo mio piccolo spazio, eliminando ogni stimolo nello scrivere le mie emozioni, i miei pensieri, le mie idee nel timore che esse potessero essere considerate ipocrite, false o anche peggio.

Speravo di poter riprendere come un tempo ad esprimermi qui, in vostra compagnia, il giorno in cui tali questioni si fossero risolte. Purtroppo, però, ad un certo punto è necessario darsi una scossa e tirare avanti, lasciandosi il passato alle spalle ed impedendo che il passato stesso possa rovinare il proprio presente e, conseguentemente, il futuro.
Ho deciso pertanto, e non a cuor leggero, di dire addio a questo spazio, ricco di tanti ricordi piacevoli ma anche di rimpianti infelici. Nonostante tante splendide persone abbiano offerto il loro interesse ai miei deliri in questa sede, dopo i fatti avvenuti non riuscirei più a riprendere come prima, a trovare lo sprone per essere quello che ero.

Per ogni porta che si chiude, dicono che un portone dovrebbe essere destinato ad aprirsi ed, in effetti, qualcosa in tal senso già si è mossa.

Dallo scorso gennaio, infatti, ho deciso di impegnare il mio tempo in un nuovo spazio, non destinato questa volta a contenere dei deliri simili a quelli qui riportati, ma a concedermi relax e, perchè no?, sfogo in una delle mie attività preferite insieme alla lettura ed al disegno: la scrittura.
Sia chiaro: come sapete non ho mai particolari pretese in quello che faccio ed, in particolare, in questa nuova "sfida" non sto ponendomi alcun obiettivo se non quello di scrivere per me stesso. Uno scopo forse egoista, che non vede alcun desiderio di comunicare qualcosa al resto del mondo, di offrire messaggi o anche solo di porre domande come facevo qui: per una volta tanto ho voluto pensare a cosa desidero io prima di cosa possono desiderare altri, nel cercare una mia identità.
Forse è anche questa ricerca di identità che mi ha portato a lasciare il nickname Ombre de Nuit in favore di uno pseudonimo più concreto, un "nome d'arte" (che esagerazione...) in cui possa sentirmi fatto anche di carne ed ossa e non solo di sogni e desideri.

Se siete interessati a buttare via un po' di tempo e desiderate provare a gettare uno sguardo nel mio nuovo "mondo", sarete ovviamente i benvenuti: vi prego soltanto di non attendervi grandi opere, ma solo una modesta narrazione fantasy sword & sorcery priva di pretese, una semplice blog novel - giuro che prima di gennaio neanche sapevo che esistessero - che ogni giorno propone un nuovo episodio per aggiungere piccoli tasselli in un mosaico in costante crescita.

Su questo spazio cala pertanto il sipario, forse simbolicamente chiudendo in esso anche una parte della mia vita passata. Il mio presente (e spero il mio futuro) lo potrete ritrovare in Midda's Chronicles (http://middaschronicles.blogspot.com/).

Se malauguratamente non mi sarà più concessa la possibilità di rivedervi, realmente o virtualmente, grazie a tutti per il tempo, l'attenzione ed a volte la pazienza che mi avete concesso e che forse non meritavo.

   Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
   a mio padre semplice e profondo,
   grazie agli amici per la loro comprensione,
   ai giorni felici della mia generazione,
   grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

   Grazie alla neve bianca ed abbondante,
   a quella nebbia densa ed avvolgente,
   grazie al tuono, piogge e temporali,
   al sole caldo che guarisce tutti mali,
   grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

   Ma che film la vita tutta una tirata
   storia infinita a ritmo serrato
   da stare senza fiato.

   Ma che film la vita tutta una sorpresa
   attore, spettatore tra gioia e dolore
   tra il buio ed il colore.

   Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
   a queste gambe che mi hanno portato,
   grazie alla voce che canta i miei pensieri,
   al cuore capace di nuovi desideri,
   grazie all'emozioni, a tutte le emozioni.

   Ma che film la vita tutta una tirata
   storia infinita a ritmo serrato
   da stare senza fiato.

   Ma che film la vita tutta una sorpresa
   attore, spettatore tra gioia e dolore
   tra il buio ed il colore.

   Ma che film la vita tutta una sorpresa
   storia infinita a ritmo serrato
   da stare senza fiato.

   Ma che film la vita tutta una sorpresa
   attore, spettatore tra gioia e dolore
   fra il buio ed il colore.
   (Nomadi, Ma che film la vita)
OmbreDeNuit alle ore 12:01 | pensieri, musica, vita vissuta
permalink | commenti (5) | commenti (5) (popup)
divisore
lunedì, 22 ottobre 2007
Circoli viziosi...
Premessa: adoro leggere i blog che ho fra i preferiti, o non li avrei fra i preferiti. Sarò sciocco, ma tendo ad "affezionarmi" anche nel piano virtuale, e poter avere ogni giorno notizia di Tizio o Caia, attraverso parole lasciate nel di lui o lei blog mi rassicura e rasserena. Per questo da un paio di settimane... anzi tre per l'esattezza... non mi ritrovo completamente sereno. Mi manca fare il mio giro mattutino per i blog, aggiornandomi su come sta Tizio o Caia, sui suoi pensieri, sulle sue vicessitudini. Mi manca sapere se tutto va bene (anche se ovviamente tutto dovrebbe andare bene, no?) e mi sento quasi autoreietto dal mondo in cui mi ero pian piano inserito. E questo non mi piace.

Premessa: adoro scrivere in questo blog, o non lo terrei. Sarò sciocco, ma mi piace l'idea di poter scrivere la mia opinione senza chiedere il permesso a nessuno, senza sentirmi in obbligo verso qualche "padrone di casa". E poi mi piace l'idea di poter conoscere nuove persone che altrimenti non avrei mai conosciuto, persone che magari non frequentano "virtualmente" gli stessi luoghi che frequento io ma che potrebbero comunque essermi affini, a cui potrei comunque essere affine.  Per questo da tre setimane non mi ritrovo completamente sereno. Mi manca poter sparare qualche delirio quotidiano, sentire le vostre opinioni sugli stessi. Mi sento quasi autoreietto dal mondo in cui mi ero pian piano inserito. E questo non mi piace.

Problema: ho cambiato lavoro. E questo nuovo lavoro oltre a impormi orari maggiori mi impedisce, allo stato attuale, di godere di molto tempo libero. Anzi, diciamo proprio che di tempo libero ne ho praticamente pochi sprazzi ogni tanto, giusto quello che può essere utile per rispondere in breve a qualche mail... ma sicuramente insufficiente per scrivere nel blog o per fare i miei soliti giri. Fra l'altro non mi piace scrivere nel blog senza aver prima letto tutti i vostri, e per questo che da tre settimane non scrivo: anche laddove riesco a rimettermi quasi in pari (l'unica che mi manca sempre quando sono quasi in pari è Inis, i cui racconti richiederebbero un lasso di tempo decisamente maggiore di pochi istanti) subito dopo sono già indietro, finendo così per perdermi in un circolo vizioso in base al quale non riesco mai a finire di leggere e di conseguenza non riesco mai ad iniziare a scrivere.

Si accettano volentieri consigli.

Approfittando di questo post "pirata" (visto che non ho ancora finito di leggere tutti i vostri blog e quindi non dovrei scriverlo), rispondo all'invito di qualche tempo fa di Gwy, elencando otto cose che amo:

1. amo amare ed essere innamorato, nel subbuglio di emozioni, di sensazioni, di giramenti di testa (nonché trip mentali) che solo l'essere innamorato riesce ad offrire. Meno piacevole, ovviamente, è la conclusione di tale momento, quando si riceve un secco "no grazie" o comunque quello che era un sogno divenuto realtà giunge a conclusione. Però fino a quando la prima parte, quella che amo, riuscirà ad offrirmi più piacere di quanto dolore mi offre la seconda parte, non smetterò mai di innamorarmi e di essere innamorato. E quando così non sarà, forse sarà meglio per me concludere la mia esistenza... non riesco ad immaginare una vita senza la gioia dell'amore.
2. amo offrire felicità, seppur nell'effimero momento di un dono a sorpresa, di un favore realizzato o di altro. Mi piace sentire di aver fatto nascere un sorriso sincero, di aver dato ragione a qualcuno di dirmi "grazie", anche se dei "grazie" sinceramente poco mi importa. Per questo appena posso cerco di offrire regali, piaceri o semplicemente tempo, quando richiesto e quando non richiesto ma sicuramente gradito. Mi sento felice nella felicità donata, per quanto non duratura essa possa essere.
3. amo creare, qualsiasi cosa con qualsiasi mezzo. Sia esso un programma informatico, sia esso un disegno, sia un romanzo, sia una statuina, sia una pizza o un piatto di pasta fatta in casa, sia qualsiasi cosa sia. Cerco di trovare sempre qualcosa di nuovo da creare, nuovi orizzonti in cui spingermi a fare qualcosa di nuovo (per me, ovviamente). Conseguenza di questo, quindi, è il mio amore per il disegno, per la cucina, per la scrittura, per la programmazione... e chissà se prossimamente non riesca anche a fare qualcosa per la musica.
4. amo i lupi, di cui invidio ogni cosa: la loro vita, la loro natura, i loro principi, la loro società, la loro fedeltà coniugale, la loro premura comunitaria per i piccoli, il loro prendersi cura a vincenda l'uno dell'altro, la loro giustizia sociale. Tutto ciò che è dei lupi per me dovrebbe essere di esempio per gli uomini. Altro che "homo homini lupus est"... o, meglio, MAGARI fosse veramente così. Invece l'umanità non ha assolutamente nulla del lupo... e questo è un male per tutti noi.
5. amo sognare, ad occhi aperti o chiusi non importa. In fondo come diceva Edgar Allan Poe: "Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte". Amo sognare perché mi permette di vivere mille esperienze che altrimenti non vivrei, perché mi permette di vedere sotto un aspetto migliore ciò che altrimenti non vedrei in tale modo, mi permette di essere felice laddove altrimenti non lo sarei.
6. amo riuscire a raggiungere obiettivi che mi ero prefissato di raggiungere, sia per mia volontà sia per cause esterne. Come ho già accennato in altre occasioni, già dal secondo anno mi ero accorto che il percorso di studi che ho seguito non mi interessava, ma non sopportavo l'idea di lasciarlo andare nonostante lì fossi finito più per pressioni esterne che per un vero interesse: ci ho messo sicuramente più di quanto altrimenti non ci avrei messo, ma alla fine sono riuscito a concludere e mi sono sentito a posto con me stesso. Lasciare le cose a metà non lo sopporto.
7. amo la serenità: non mi piace litigare, condurre litigi, subire litigi, essere coinvolto vagamente in litigi. Questo mi porta a chinare spesso il capo in favore di una "vittoria" dell'altro/a solo per evitare la discussione e la perdita di serenità, anche se so che in effetti non è una vera soluzione. Ma lasciarmi con qualcuno prima di aver fatto pace è una cosa che a volte non mi fa dormire.
8. amo ogni genere d'arte: dalla musica alla letteratura, dalla prosa alla poesia, dalla pittura alla scultura, cinema e fumetto compresi. Ogni campo artistico è qualcosa che ammiro e rispetto, nell'impegno dell'autore, dei suoi obiettivi, dei suoi messaggi.

Rigiro questa "catena" a chiunque lo desideri!

E dopo aver iniziato a scrivere questo messaggio alle 8.40, arrivo a postarlo ora, alle 15.25... riuscite a comprendere il perché del problema sopra enunciato?
OmbreDeNuit alle ore 15:27 | pensieri, vita vissuta
permalink | commenti (18) | commenti (18) (popup)
divisore
giovedì, 04 ottobre 2007
Nessuno tocchi Eva
Il titolo dell'odierno post (chissà che finalmente non riesca a ritrovare stabilità dopo gli ultimi giorni di assenza forzata) si rifà ovviamente al nome di una celebre organizzazione che lotta per l'abolizione della pena di morte nel mondo, a favore di una giustizia reale e non di semplice vendetta. La "distorsione" che guarda ad Eva, però, è il reale desiderio di odierno delirio.
Anche se in effetti, forse, oggi non sono io a delirare ma, tanto per cambiare, qualche giudice...

Mettere una mano sul posteriore di una donna non costituisce violenza sessuale, ma un'ingiuria. In questo senso si è espressa martedì la prima corte d'appello in un processo a carico di M.B., un uomo che, mentre si trovava a lavorare in un edificio di Milano, aveva allungato il braccio sul fondoschiena di una signora abitante in quel palazzo.
In primo grado l'imputato, accusato di violazione dell'art. 609 del codice penale (violenza sessuale), era stato condannato a 9 mesi di reclusione, ma aveva fatto impugnazione e martedì in aula ha concordato con il sostituto procuratore generale Gianfranco Montera la degradazione del reato contestato in quello di ingiurie con la condanna di primo grado sostituita da una multa di poche centinaia di euro. La corte ha accettato questa definizione e l'ha ufficializzata in sentenza.

(fonte: Il Corriere della Sera)

Questa sentenza, ovviamente, si inserisce in quel lungo elenco di sentenze similiche in passato avevano sancito minore colpevolezza nel reato di violenza sessuale se compiuto verso ragazze che indossavano jeans, oppure addirittura verso ragazze o donne non più vergini, arrivando quasi a stabilire che oltre una certa età la vittima avrebbe dovuto ringraziare il proprio aggressore.
Come tutte le sue simili, SPERO, questa sentenza sarà presto negata (in fondo almeno questa volta non era la Cassazione, ma "solo" un ricorso): il punto fondamentale e grave, però, è che questa sentenza, come tutte le sue predecenti compagne, è stata emessa.
Perché, puntualmente, nei rari casi in cui molestie e violenze non restano impunite, si trova qualche testa di ca$$o pronta a diminuire la gravità della colpa, e di conseguenza la punizione?

Per il funzionamento di qualsiasi sistema giuridico la certezza della pena è FONDAMENTALE. Se manca la certezza della pena, viene meno anche il deterrente a commettere reato. Se io so che parcheggiando in terza fila non prenderò mai una multa, non avrò ragioni per non parcheggiare in terza fila. Se io so che rubando da un supermercato non sarò mai individuato e punito, non avrò ragioni per pagare regolarmente alla cassa. Se io so che palpeggiando un bel culo, al massimo dovrò pagare una multa... beh... di certo non sarò incentivato a non palpeggiarlo. Anzi. Sapendo che al massimo si potrà offrire una multa, la vittima per prima non sarà neanche incentivata a denunciare la molestia subita... anche perché la denuncia la porrebbe, al contrario, in una situazione di rischio peggiore dell'attuale.
L'assenza di una certezza di pena è del resto da sempre la base fondamentale della malavita organizzata: la mafia e tutte le sue collegate possono attrarre nuove generazioni solo nella promessa dell'impunibilità... chi si metterebbe a fare il mafioso se fosse certo di finire per sempre dietro le sbarre al minimo atto criminale?

Quindi, mi ripeto... perché, puntualmente, nei rari casi in cui molestie e violenze non restano impunite, si trova qualche testa di ca$$o pronta a diminuire la gravità della colpa, e di conseguenza la punizione?
Perché si preferisce difendere i diritti del colpevole rispetto a quelli della vittima?
Perché Eva non può vivere la sua esistenza in santa pace?

P.S.
Nonostante la brevità del delirio odierno... ammetto che mi mancava il blog!
Spero anche di riuscire presto a fare un giro di recupero in tutti i vostri. Avrò un centinaio di post da leggere mi sà!
OmbreDeNuit alle ore 14:57 | pensieri, cronaca
permalink | commenti (30) | commenti (30) (popup)
divisore
sabato, 29 settembre 2007
Una maglia rossa per la Birmania - LIVE!


Ebbene sì... io c'ero.

Di certo è servito a nulla: i dittatori birmeni non cambieranno le loro scelte perché un migliaio di milanesi il sabato pomeriggio si sono ritrovati in piazza vestiti di rosso (parzialmente o totalmente) ad esprimere solidarietà con i monaci della Birmania, stringendosi attorno a dei monaci buddisti locali.

Però non posso che sentirmi un pochettino fiero per il fatto che un migliaio di milanesi, e forse più, hanno deciso di ritrovarsi ad affollare piazza della Scala laddove l'informazione mediatica attorno all'evento era stata praticamente nulla: non ci sono stati mille appelli, non ci sono stati titoloni su tutti i giornali e telegiornali... ed anche questa sera, subito dopo l'evento, il TGR ha giusto giusto riservato pochi secondi in chiusura, dopo aver parlato del lato B delle passerelle della moda milanese e del campionato di calcio. E nonostante questo, nonostante anche l'assenza di quello che poteva essere il circuito mediatico di un V-Day (che grazie ad internet comunque si era riuscito a ritagliare un minimo di informazione e di organizzazione da mesi), quel migliaio di milanesi sono riusciti a scendere in piazza per dimostrare solidarietà verso una realtà a noi comunque lontana, una realtà di cui il mondo se ne è abbastanza sbattuto per lungo tempo e che solo nell'ultimo mese, grazie ai monaci buddisti ed alla loro campagna non violenta degna di essere ricordata accanto alle imprese di Gandhi in India, stanno riuscendo a portare l'attenzione del mondo oltre le solite notizie di politica locale o di qualche casino "statunitensocentrico".
E' stato bello vedere tante persone riunirsi in preghiera: non un solito "Padre Nostro" o "Ave Maria" - con tutto il rispetto per le nostre preghiere - ma una preghiera recitata normalmente dai monaci della Birmania, offrendo un senso di solidarietà al di là delle fedi religiose, quasi a ricordarci - per una volta - di essere tutti semplicemente esseri umani e non cristiani, ebrei, mussulmani, buddisti, induisti o altro. Se solo più spesso si riuscisse ad andare oltre ai limiti politici, religiosi, culturali, etc, sono convinto che moltissimi problemi della nostra società moderna riuscirebbero a risolversi.

      Questo dovrebbe fare chi pratica il bene
      e conosce il sentiero della pace:
      essere abile e retto, chiaro nel parlare,
      gentile e non vanitoso,
      contento e facilmente appagato;
      non oppresso da impegni e di modi frugali,
      calmo e discreto, non altero o esigente;
      incapace di fare ciò che il saggio poi disapprova.
      Che tutti gli esseri vivano felici e sicuri:
      tutti, chiunque essi siano, deboli e forti,
      grandi o possenti, alti, medi o bassi,
      visibili e non visibili, vicini e lontano,
      nati e non nati.
      Che tutti gli esseri vivano felici!
      Che nessuno inganni l'altro
      né lo disprezzi né con odio o ira
      desideri il suo male.
      Come una madre protegge la sua vita
      suo figlio, il suo unico figlio
      così, con cuore aperto,
      si abbia cura di ogni essere,
      irradiando amore sull'universo intero;
      in alto verso il cielo in basso verso gli abissi,
      in ogni luogo, senza limitazioni,
      liberi da odio e rancore.
      Fermi o camminando,
      seduti o distesi, esenti da torpore,
      sostenendo la pratica di Metta;
      questa è la sublime dimora.
      Il puro di cuore,
      non legato ad opinioni,
      dotato di chiara visione,
      liberato da brame sensuali,
      non tornerà a nascere in questo mondo.
      (Metta Sutta, preghiera dei monaci birmani)

Certo... durante la manifestazione c'è anche stata una signora alle mie spalle che, con estremo desiderio di pace univ... uhm... pax romana, ha commentato: « Dovrebbero tagliare le palle a tutti quei generali, in Birmania... così capirebbero di aver rotto troppo le scatole. », probabilmente esprimendo quelle che erano le idee di molte persone lì presenti, idee che giustificano del resto le politiche estere degli Stati Uniti d'America.
Ma non è stata l'opinione espressa da quella signora il momento più significativo della giornata.
Al contrario, l'opinione più significativa è stata quella del lama presente, che ha ricordato a tutti il perché dell'azione dei monaci in Birmania: i monaci hanno deciso di intervenire "combattendo" al posto della popolazione civile, proprio al fine di evitare i combattimenti stessi, al fine di evitare inutili stragi e spargimenti di sangue da un lato oppure dall'altro.
La pace, la pace universale, la pace vera (non la pax romana... non la pace esportata con le armi come oggigiorno fanno gli Stati Uniti d'America e tutti i loro alleati, noi italiani fra gli altri) non si potrà mai ottenere o tanto meno richiedere attraverso la violenza... attraverso il sangue. E per trasmettere questo messaggio - un messaggio noto fin dalla notte dei tempi alla filosofia buddista, un messaggio che dovrebbe essere altrettanto noto anche alla nostra fede cristiana nell'insegnamento offertoci da Gesù di Nazareth, un messaggio anche ripreso nello scorso secolo da Gandhi per ottenere l'indipendenza e la libertà della propria gente - i monaci birmani stanno agendo come le cronache quotidiane ci mostrano (per quanto sempre troppo parzialmente). Perché la guerra civile che la popolazione vorrebbe, la rivoluzione che i cittadini sarebbero anche pronti a porre in essere per la propria indipendenza, donerebbe solo sangue alla  terra, ma non pace, non libertà.
"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza" recitava Dante, esprimendo forse molto più di quanto realmente non comprendesse.

Guardiamo la Storia che sta venendo scritta in questi stessi giorni con l'umiltà di un allievo di fronte al maestro, perché solo in questo modo potremo veramente comprendere l'azione dei monaci buddisti in Birmania, le ragioni della loro azione, lo spirito che li spinge ad esse. E, magari, sebbene mai riusciremo ad arrivare ad imparare la lezione offertaci tanto bene da comportarci in egual modo, cerchiamo di non lasciar cadere sulla pietra questi semi che ci vengono gettati... ma in una terra fertile, all'interno della quale possano porre radici e, magari, lentamente germogliare.
Il riferimento ad una nota parabola di Cristo non è casuale.

Nel voler condividere con voi quel piccolo orgoglio di ritrovarsi in piazza oggi, anche per chi non ha potuto - ma avrebbe voluto - poter prendere parte ad un'iniziativa simile, vi offro una galleria fotografica, nella quale potrete, spero, ritrovare le emozioni che hanno contraddistinto la giornata.

Felice notte a tutti... Cat
OmbreDeNuit alle ore 23:53 | pensieri, vita vissuta, cronaca
permalink | commenti (14) | commenti (14) (popup)
divisore
venerdì, 28 settembre 2007
Una maglia rossa per la Birmania
Oggi mi limito a riportare una notizia di interesse, causa mancanza di tempo.

Maglia Rossa

Un messaggio sta circolando in queste ore per sms e sui blog per chiedere a tutti un segno di solidarietà per i monaci buddisti
Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"

Nastri rossi, gialli e ocra stamane alla stazione Leopolda di Firenze
Sit-in di Amnesty International domani e sabato a Roma e Milano

ROMA - Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.

Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).

Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".

Mentre gli studenti delle scuole superiori fiorentine che stamattina hanno partecipato all'iniziativa "La stazione delle idee" alla stazione Leopolda di Firenze hanno adottato un nastro rosso, ocra, giallo o rosa come segno di solidarietà per la Birmania. Un nastro verrà consegnato questo pomeriggio dagli studenti anche al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che interverrà alla manifestazione.

La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.

I sit-in - si legge in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani [NdOmbre - OGGI, venerdì 28!] a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

(fonte: LaRepubblica.it - 27 settembre 2007)

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti vi rimando al blog di DuHangst ed al blog di Hibernia/Inis Fail, che hanno affrontato già il tema nei giorni scorsi!
OmbreDeNuit alle ore 09:20 | cronaca
permalink | commenti (11) | commenti (11) (popup)
divisore